I tratti delicati e ben modellati di questa testa femminile, scoperta nel 1985 a Fontanile di Legnisina a Vulci, si devono a un artista etrusco di IV secolo a.C. che mostra di conoscere molto bene l’arte greca contemporanea. Lo stato di conservazione del reperto e la perdita del colore originario non ci permettono purtroppo di apprezzare l’opera come meriterebbe.

Testa femminile in terracotta, da Vulci, deposito votivo di Fontanile di Legnisina, scavi 1985. Fine del IV secolo a.C., Sala 5.
Il luogo di provenienza è un santuario vulcente che sorgeva fuori dalla città e ospitava almeno un tempio e un altare monumentale. Il culto era dedicato certamente a Vei, una dea della fertilità e della crescita assimilabile alla greca Demetra e alla Cerere dei Romani, ma forse vi erano anche altre divinità.
La testa apparteneva molto probabilmente ad una statua di dimensioni poco inferiori al vero (misura quasi 28 centimetri di altezza) e, durante scavi successivi, sono stati rintracciati anche altri frammenti, che mostrano le pieghe di un abito ma che purtroppo non permettono di ricostruire meglio la figura.
Il soggetto è una giovane donna a capo scoperto con i capelli in parte raccolti dietro la testa e in parte spioventi in corte ciocche davanti alle orecchie: non sono purtroppo tratti sufficienti per identificare il personaggio.
Ma l’accuratezza dei tratti mostra chiaramente l’intervento di un abile professionista e denota un certo impegno economico: un investimento che è più logico mettere in relazione con una statua di culto che con una semplice offerta votiva.
La testa ha infatti molto poco in comune con le immagini di devoti in terracotta che spesso venivano donate nei santuari ed erano realizzate in serie utilizzando delle matrici.
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